PSICOLOGIA DELLA DANZA - NELLA BORSA DEL DANZATORE

Aggiornamento: 31 mag


Danzare offre la possibilità di conoscere se stessi e di percepirsi nel movimento di sé, che è anche e soprattutto un movimento emotivo. Gli aspetti riconosciuti come più faticosi nei vari racconti della propria storia nella danza sono molto spesso legati ai vissuti emotivi.

Nel corso degli allenamenti, delle esibizioni e delle esperienze attraversate durante il proprio percorso nella danza, si incontrano spesso tante sfumature emotive, che più delle volte possono apparire contrastanti. Si potrebbe provare euforia, orgoglio, appagamento e contentezza, come anche frustrazione, stanchezza, delusione o disperazione. Danzatori, allievi, insegnanti, coreografi e performer, sono esposti a pressioni elevate e ad esperienze emotive di grande coinvolgimento, sia durante le formazioni, sia nella preparazione e presentazione della performance artistica, che nel post esibizione.

Questi alti e bassi emotivi, percepiti spesso in maniera improvvisa e destabilizzante, possono tradursi creativamente in elementi preziosi per il danzatore, perché arricchiscono il bagaglio artistico e possono essere espressi nella propria danza che sarà carica di sentimenti intensi e di vissuti autentici.

La Danza fa sentire profondamente se stessi

Tutto entra i gioco quando si danza: ricordi, immagini, fantasie, valori, aspettative, paure, sentimenti, sensazioni, attenzione, controllo, struttura e percezione corporea, modificazioni del respiro, processi di termoregolazione, tonicità muscolare, soglie percettive, propriocezioni, percezioni esterne.

Tutto ciò che riguarda il corpo riguarda tutto il Sé del danzatore, nella sua complessa organizzazione di funzioni fisiologiche, posturali, emotive e cognitive.

Delle volte, anche nei processi profondi delle psicoterapie, intervenire a partire da un piano corporeo consente di accedere in maniera immediata ai vissuti, emozioni e pensieri, come è ugualmente possibile che un intervento specifico sui processi cognitivi o emotivi possa riequilibrare anche disturbi inerenti al livello fisiologico-posturale.

Questo è facilmente osservabile nell'ambito della danza.

Ad esempio, quando si è soddisfatti dopo una performance, ci si può sentire calmi e rilassati; quando si è contenti di iniziare la lezione di danza, si può sentire il corpo energizzato. Invece, quando si prova frustrazione e rabbia, il grado di attivazione e tensione aumenta generando rigidità muscolare, difficoltà respiratorie e influenzando il dialogo interno con un circuito di pensieri negativi: questo porta a "consumare" molta più energia ed a stancarsi rapidamente.


iper-attivazione fisiologica + emozioni di paura, rabbia, frustrazione

=

tensione, stress, stanchezza e crollo


Al contrario, quando si prova delusione e disperazione, il livello di attivazione cala bruscamente, non si ha la capacità fisiologica necessaria per danzare (la respirazione, il flusso sanguigno e il sistema neuro-endocrino, come l'adrenalina, il tono muscolare) e si potrebbero notare pensieri ripetitivi di sfiducia e senso di inefficacia.


ipo-attivazione fisiologica + emozioni di paura, tristezza delusione

=

demotivazione, poca concentrazione, abbandono


Lo stato di attivazione ottimale per danzare viene detto "stato di flow", nel quale tutti i piani funzionali del Sè del danzatore sono in equilibrio e ben integrati tra loro: coerenza tra richieste, senso di autoefficacia e abilità percepita, serenità mentale, piacere nel mostrarsi al pubblico, forza, determinazione e progettualità, motivazione, focus sul qui e ora, tonicità muscolare adeguata, consapevolezza corporea, leggera simpaticotonia, movimento e respiro in sintonia.

Tutto ciò promuove la concentrazione sugli obiettivi, la motivazione negli allenamenti e favorisce l'eccellenza durante il momento performativo.


Oltre ai livelli di attivazione, la psicologia della danza lavora per promuovere nei danzatori alcuni aspetti molto importanti per il benessere del danzatore come la fiducia in sé stessi, la creazione di una rete di supporto positiva, la gestione e il controllo emotivo, la concentrazione sugli obiettivi, la consapevolezza corporea, la motivazione negli allenamenti, ecc...


In questa ottica può tornare utile evidenziare alcune caratteristiche sia fisiche ché psicologiche che il danzatore può allenare, tenendo conto che le proposte di intervento lavorano sempre sui sistemi integrati mente-corpo (sistema cognitivo- simbolico, sistema posturale, sistema fisiologico, sistema relazionale, e sistema emotivo).

NELLA BORSA DEL DANZATORE
  • Forza - la quantità e qualità di forza che si genera per uno specifico gruppo muscolare (ad esempio nei pliés).

  • Resistenza - Capacità di sostenere la danza per un lungo periodo di tempo (ad esempio, un lungo assolo).

  • Coordinazione - eseguire movimenti e combinazioni complesse

  • Musicalità - capacità di coordinare i movimenti di danza con il tempo della musica e con altri ballerini.

  • Flessibilità - capacità dei muscoli di allungarsi (es. sollevamento delle gambe).

  • Agilità e dinamica - cambiare direzione con rapidità e potenza (ad esempio, curve veloci).

  • Equilibrio - capacità di mantenere il baricentro e l'equilibrio durante un'attività (ad esempio, sulle punte).

  • Orientamento - uso dello spazio, spostandosi nelle traiettorie e nelle differenti direzioni spaziali (ad esempio, i giri, cambiamento di livello alto-medio-a terra)

  • Tolleranza al dolore - soglia del dolore, conoscere e discriminare i tipi di dolore ,sopportare la fatica causata dall'allenamento e dall'infortunio (ad es. Durante e dopo la lezione, le prove e l'esibizione).

  • Recupero - capacità di riprendersi da un periodo di allenamento intenso (ad esempio, mantenere un'intensità elevata durante l'allenamento, senza esaurimento).

  • Salute fisica - grado di benessere, infortunio, malattia o affaticamento (ad esempio, infortunio al ginocchio, influenza, stato del sonno e nutrizione).

  • Conoscenza di sé e consapevolezza corporea – connessione con le proprie sensazioni e percezioni, comprensione e conoscenza dei punti di forza e di debolezza che orientano su cosa si può lavorare per migliorarsi. In generale è necessaria per avere chiari i valori e le direzioni da perseguire.

  • Motivazione – determinazione, decisione e desiderio ad allenarsi e provare per raggiungere gli obiettivi nella danza. E' importante continuare a monitorare il processo che motiva il percorso nella danza, ad esempio con la riflessione su "cosa è per te la danza?"

  • Fiducia - credere nella propria capacità e nel proprio potenziale ed pensare di essere in grado di affrontare le situazioni che si prospettano nel percorso

  • Livello di Attivazione – l'arousal indica l'intensità dell'attivazione psicofisiologica di un organismo. La teoria dell'arousal presuppone che il livello di attivazione varia lungo un continuum che va dal sonno all'eccitazione diffusa, come ipotono, rilassato, rigido, iper tono, energico, stato di flow (vedi sopra)

  • Concentrazione – il processo specifico che consente di dirigere l'attenzione verso un obiettivo specifico, focalizzandosi ed evitando le distrazioni

  • Padronanza emotiva – conoscere, accettare ed esprimere trasformando creativamente le proprie emozioni

  • Preparazione – sentirsi pronti fisicamente, tecnicamente, artisticamente e mentalmente nel momento performativo

  • Comunicazione – l'interazione e lo scambio di conoscenze, bisogni, richieste, emozioni tra danzatori e con i proprio maestri e/o coreografi

  • Supporto sociale – la rete sociale e le modalità di supporto e sostegno che si ricevono da istruttori, altri ballerini, familiari e amici.

  • Gestione della pressione – gestione dello stress, dell'investimento emotivo, della pressione di ruoli principali, coreografie impegnative o condizioni di esecuzione difficili.

Stilare l'elenco con le caratteristiche specifiche della disciplina di riferimento è importante per una duplice funzione:

  1. per avviare una riflessione individuale dell’allievo/danzatore nel proprio processo di conoscenza e percezione di sé, dei propri punti di forza e debolezza;

  2. è uno strumento di uso condiviso tra danzatore e psicologo per tracciare “il profilo di prestazione” di Butler e Hardy da tener conto nella fase dello sviluppo delle strategie di intervento efficaci per affiancare al meglio e potenziare la formazione.



 

In questo articolo ho condiviso alcuni elementi che fanno riferimento ad un progetto che mi sta particolarmente a cuore, quello nato in collaborazione con la scuola EssereDanza di Mestre (a.a. 2020-2021)


"Psicologia della Danza.

Progetto di intervento per il benessere integrato dei danzatori e del contesto educativo della Scuola di Danza".


L'idea del progetto è partita dalla scuola ESSEREDANZA che ha manifestato una particolare sensibilità nel promuovere il benessere dei suoi allievi. Ringrazio tutto il team di insegnanti della scuola, onorata di essere stata scelta tra altri professionisti grazie al mio duplice ruolo di psicologa e insegnante di danza. Dedico questo articolo anche alla forte dedizione dei grandi e piccoli danzatori che sto iniziando a conoscere profondamente e all'affettuosa attenzione delle loro famiglie.




Referente progetto:

Dott.ssa Ilaria Specchia


in collaborazione con:


Scuola di danza | a.s.d. EssereDanza

Vitalba D’Aguanno - RAD RTS Danza Classica, metodo Royal Academy of Dance, Trainer Hiit Ballet®;

Carmela Poma - Danza Moderna, Ginnastica per il Benessere Psicofisico, Trainer di Hiit Ballet® Fit;

Angela Anselmo - Danza Contemporanea, Teatro Danza;



Fonti di studio e approfondimenti


Cei, A. (2021). Fondamenti di psicologia dello sport. Italia: Il Mulino.


Estanol, E., Taylor, J. (2015). Dance Psychology for Artistic and Performance Excellence. Stati Uniti: Human Kinetics.


Lovatt, P. (2018). Dance Psychology. Regno Unito: Lulu.com.


Lovatt, P. (2020). The Dance Cure: The Surprising Secret to Being Smarter, Stronger, Happier. Regno Unito: Short Books.


Puliatti, M., Minton, K. (2018). La narrazione del corpo. La psicoterapia sensomotoria integrata nella terapia di coppia. Italia: Mimesis.


Rispoli, L. (2016). Il corpo in psicoterapia oggi.: Neo-Funzionalismo e Sistemi integrati. Italia: Franco Angeli Edizioni.


VV., A. (2012). SportivaMente. Temi di Psicologia dello Sport - Parte I: Temi di Psicologia dello Sport. Italia: LED Edizioni Universitarie.





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Dott.ssa Ilaria Specchia, psicologa funzionale e dello sport




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