IL CORPO IN PSICOLOGIA

Aggiornamento: 8 mar

Esperienza incarnata, Funzioni Psicocorporee e Sistemi integrati

"È lecito che la psicologia si occupi di corporeità ?”



Cenni storici


Nelle società primitive il corpo era un corpo comunitario, centro di “irradiazione simbolica”. Ancora oggi eventi importanti che riguardano il tema del corpo, come la nascita e la morte, non sono solo eventi biologici, ma ritualità collettive, nutriti dai rapporti sociali e inseriti in specifiche tradizioni culturali.

La storia del pensiero sull'uomo e sull'esistenza ha attraversato visioni dualistiche di separazione mente e corpo, organico e spirituale, bios e logos, res exstenza e res cogitans, e visioni che sostengono l'estrema connessione tra il corpo e i processi sociali, storici e culturali.

Prima della nascita della psicologia la riflessione su questo tema era di pertinenza dell’arte e della filosofia. Da Saffo ad Omero da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Locke, si parlava dell’essenza dell’anima proponendo argomentazioni più o meno plausibili sulla mente, sul pensiero, sulle percezioni, sull’esperienza.

Letterati e filosofi prima, poi strutturalisti, comportamentisti, cognitivisti, dinamici, costruttivisti, funzionalisti, neuroscienziati, ecc, hanno riflettuto sull'elemento psichico servendosi di metafore quali respiro vitale, anima, scatola nera, schemi, magazzino, computer, mappa, inconscio, scambi neuronali, interazione, presenza, organismo, sistemi complessi. Nello studio e nelle ricerche per conoscere la “psiche”, la psicologia ha provato a spiegare cosa è, dove è localizzata, come funziona e ogni teorizzazione ha dovuto far i conti con la dimensione corporea dell’uomo.

Come può la dimensione corporea rientrare nell’ambito della ricerca psicologica?

”A partire dalla nozione di

corpo vivo, si apre forse lo spazio

per pensare al di là del dualismo io-corpo”


Vincenzo Costa, I modi del sentire


L’ambiguità del corpo e della presenza corporea, è quella di essere insieme “soggetto del mondo” e “oggetto nel mondo”. Offre da una parte la possibilità di studiarne i processi anatomici e fisiologici e dell'altra di essere soggetto dell’esperienza che costruisce significati attraverso percezioni e intenzioni. L’esperienza del dolore fisico richiama l'ambiguità del corpo: da un lato la causa oggettiva e fisiologica del dolore e dall'altra anche l’esperienza del dolore stesso: dire “ho male al piede” è come dire “il mio piede ha male” dando al corpo una dimensione affettiva (Faccio, 2007).


Per legittimare il tema della “corporeità” tra gli ambiti di pertinenza della psicologia, è necessario guardare oltre a questa ambiguità che riporta alla frammentazione e pensare ad una unitarietà di fondo con l'attenzione di non cadere nel riduzionismo o in teorie troppo generiche e olistiche (Rispoli, 2012).


Si può osservare la persona come un organismo complesso in cui non ci sono parti, non ci sono mente e corpo ma un Sé integrato, frutto di una precisa organizzazione di funzioni psicocorporee: le emozioni, l’immaginazione, i ricordi, la razionalità, il simbolico, i movimenti, le posture e i sistemi fisiologici interni (sensazioni, sistema neurovegetativo, sistema neuroendocrino, respirazione, tono muscolare) ecc...


Abbracciando il paradigma della complessità si può parlare di integrazione tra sistemi:


Sistema Nervoso Centrale e Periferico

Sistema Neurovegetativo Sistema Endocrino Immunitario e Genetico Sistema Senso- Motorio Sistema Percettivo- Espressivo Sistema Emotivo- Cognitivo


Niente è solo mentale o solo corporeo, ogni esperienza di vita mette in gioco l’intero Sé, che si organizza di volta in volta, in una determinata configurazione di funzioni psicocorporee. Delle volte intervenire a partire da un piano corporeo consente di accedere in maniera immediata ai vissuti, emozioni e pensieri, come è ugualmente possibile che un intervento specifico sui processi cognitivo- emotivi possa riequilibrare alterazioni presenti ad altri livelli.

Tutta l’esperienza umana è esperienza incarnata, cioè vissuta attraverso l'interazione di funzioni psicocorporee dei sistemi integrati.

In questa ottica la psicologia, non solo è legittimata ad occuparsi di corporeità, ma ancor di più la psicologia diventa la scienza dell’esperienza che ha come oggetto di studio il “mondo della vita” nella sua complessità, fatto di percezioni, di modi di sentire, di azioni, di valutazioni e decisioni, di movimenti reali, immaginati o sognati, di vissuti personali e di significati condivisi.



Dott.ssa Ilaria Specchia

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