IL CORPO IN PSICOLOGIA
- Ilaria Specchia
- 10 gen 2021
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 26 set
Esperienza incarnata, Funzioni Psicocorporee e Sistemi integrati
"Il nostro corpo è abitato: sangue, ossa, organi, muscoli segnalano una vita interna che non si esaurisce nella sua fisiologia, ma che produce intrecci, sovrapposizioni e risonanze nella nostra esperienza emozionale, affettiva psichica."- Gamelli 2011

La Psicologia e il Corpo
Tutti gli eventi fondamentali della vita – la nascita, il dolore, la malattia, la cura, la morte – coinvolgono il corpo in maniera profonda e diventano spesso ritualità collettive, nutrendosi di emozioni condivise e di dinamiche sociali radicate nelle tradizioni culturali. In queste situazioni, così come in molte altre, emerge chiaramente la connessione tra corporeità, emozioni, pensieri e contesti sociali, storici e culturali.
Da tempo, la psicologia si interroga su un tema centrale:
La psicologia, ovvero la scienza della psiche (dal greco psyché (ψυχή), e logos (λόγος) si può occupare di corporeità ?
La questione non è banale, perché nasce dal rischio di separare mente e corpo, considerandoli entità distinte, quando invece l’esperienza umana dimostra che sono profondamente intrecciati.
Negli ultimi decenni, le evidenze scientifiche hanno confermato questa interconnessione. Le neuroscienze e i modelli di psicoterapia corporea dimostrano che il corpo non è solo un supporto della mente, ma porta informazioni fondamentali sui nostri stati emotivi, cognitivi e relazionali. Il battito accelerato, la tensione muscolare, il respiro affannoso non sono semplici reazioni fisiologiche: rappresentano il linguaggio corporeo delle emozioni. Allo stesso tempo, la cultura e la società plasmano il modo in cui viviamo e percepiamo il nostro corpo, modellando esperienze universali come il dolore, la malattia o la cura.
Oggi, integrare corpo e mente nella pratica psicologica non è più un’eccezione, ma una necessità. La psicoterapia contemporanea, in tutte le sue declinazioni – dalla psicologia somatica alla terapia corporea funzionale – dimostra che lavorare con il corpo significa promuovere benessere, regolazione emotiva e consapevolezza di sé.
Dalla Filosofia alla Psicologia del Corpo
Fin dai tempi antichi, l’uomo ha cercato di comprendere la propria psiche e il suo legame con il corpo. La riflessione su mente, anima e corporeità attraversa l’Arte e la Filosofia: da Saffo a Omero, da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Locke, pensatori e artisti si sono interrogati sull’essenza dell’anima, sul pensiero e sulle percezioni, proponendo modelli e metafore per spiegare ciò che sfugge all’occhio e alla ragione.
Nel corso dei secoli, la storia del pensiero ha oscillato tra visioni che separavano mente e corpo e approcci che li consideravano profondamente connessi. Filosofi, letterati, e poi psicologi di diverse correnti — strutturalisti, comportamentisti, cognitivisti, dinamici, costruttivisti, funzionalisti, neuroscienziati — hanno esplorato la psiche utilizzando immagini simboliche e costrutti di vario tipo: il respiro vitale, l’anima, la scatola nera, schemi, magazzini, computer, mappe, inconscio, scambi neuronali, organismi e sistemi complessi.
Ognuna di queste metafore ha cercato di rispondere a domande fondamentali: cos’è la mente, dove si trova, come funziona. E, in ogni epoca, la psicologia si è trovata a confrontarsi con la dimensione corporea, riconoscendo che non si può comprendere la mente senza considerare il corpo. Oggi, la psicologia contemporanea ha fatto un passo ulteriore: integrare corpo e mente come un sistema unico e interconnesso. Dalla psicologia somatica alla terapia corporea funzionale, dal lavoro sulle emozioni all’osservazione delle sensazioni corporee, emerge chiaramente che il corpo non è solo un veicolo della mente, ma un canale privilegiato per conoscere e trasformare l’esperienza umana.
In altre parole, comprendere la mente significa comprendere anche il corpo, perché ogni emozione, pensiero e interazione sociale si manifesta attraverso di esso. La psicologia moderna, così, non si limita a studiare ciò che pensiamo, ma anche ciò che sentiamo, percepiamo e viviamo nel nostro corpo.
”A partire dalla nozione di corpo vivo, si apre forse lo spazio per pensare al di là del dualismo io-corpo” Vincenzo Costa, I modi del sentire
Dall’ambiguità all’Integrazione del Sé
L’ambiguità della presenza corporea risiede nella sua duplice natura: da un lato il corpo può essere studiato nei suoi processi anatomici e fisiologici, diventando corpo-oggetto (Körper); dall’altro è un corpo-soggetto (Leib), un’esperienza viva che costruisce significati attraverso percezioni, intenzioni, vissuti e memorie. Alcune esperienze corporee, come il dolore fisico, illustrano perfettamente questa ambivalenza: esiste una causa oggettiva e fisiologica, ma anche una dimensione soggettiva ed emotiva che integra l’esperienza e guida l’azione.
Un esempio classico di questa reciprocità è il fenomeno del doppio contatto, descritto da Husserl:
Se la mano destra tocca la sinistra, quest’ultima appare come un oggetto palpabile offrendo resistenza al tocco della mano destra (come Körper); tuttavia, attraverso un cambiamento di attenzione, può anche diventare una mano che sente, sentendo quel toccare che è una parte del soggetto corporeo (Leib). -Husserl-
Questo esempio evidenzia come ogni percezione sia simultaneamente oggettiva e soggettiva, fisiologica e fenomenologica.
All’interno del tema della corporeità, diventa centrale il concetto di esperienza incarnata: ogni esperienza è vissuta e mediata dal corpo, che conosce, entra in contatto e agisce nell’ambiente e nel contesto di vita. Superando la dicotomia tra oggettivo e soggettivo, mentale e fisico, è possibile adottare una visione circolare e integrata, in cui la persona è considerata come un organismo complesso, organizzato in sistemi psicocorporei che si autoregolano e interagiscono con l’ambiente generando significati.
Il Sé integrato si manifesta attraverso una rete di piani funzionali, ciascuno con un ruolo specifico nell’adattamento e nella regolazione psicocorporea:
Piano emotivo: regola le reazioni affettive, motivazionali e adattive, orientando il comportamento verso la soddisfazione dei bisogni e la gestione dello stress.
Piano cognitivo: elabora informazioni, prende decisioni, pianifica azioni e integra esperienze passate per rispondere efficacemente alle situazioni. ingloba le funzioni immaginative e simboliche, consentendo la rappresentazione interna di possibilità, significati e scenari futuri, favorendo creatività e problem-solving.
Piano motorio e posturale: coordina movimenti volontari e automatici, postura e controllo corporeo, fondamentali per l’interazione con l’ambiente. ingloba le funzioni percettive ed espressive.
Piano fisiologico interno: comprende regolazioni neurovegetative, neuroendocrine e immunitarie, nonché respirazione e tono muscolare, supportando la stabilità omeostatica e la resilienza dello organismo.
Piano relazionale e sociale: integra le dimensioni emotive, cognitive e corporee nella costruzione di rapporti efficaci e significativi, adattandosi alle dinamiche sociali.
Abbracciando il paradigma della complessità, possiamo osservare l’integrazione tra sistemi:
Sistema Nervoso Centrale e Periferico: coordinazione e controllo delle funzioni cognitive e motorie
Sistema Neurovegetativo: regolazione autonoma di organi e funzioni vitali
Sistema Endocrino, Immunitario e Genetico: modulazione dello stato fisiologico e risposta allo stress
Sistema Senso-Motorio: movimento e interazione con l’ambiente
Sistema Percettivo-Espressivo: percezioni corporee e modalità comunicative
Sistema Emotivo-Cognitivo: elaborazione, modulazione e integrazione delle emozioni e dei pensieri
Niente è solo mentale o solo corporeo: ogni esperienza coinvolge l’intero Sé, che si organizza in configurazioni funzionali specifiche. Intervenire sul piano corporeo può facilitare l’accesso a emozioni e pensieri, così come il lavoro sui processi cognitivi ed emotivi può riequilibrare alterazioni corporee. Il Sé integrato si manifesta attraverso un’articolata organizzazione di funzioni psicocorporee: emozioni, immaginazione, ricordi, razionalità, simbolico, movimenti, posture e processi fisiologici interni come respirazione, tono muscolare, attività neurovegetativa, neuroendocrina e immunitaria. Nessuna di queste dimensioni agisce isolatamente; ogni esperienza coinvolge simultaneamente più sistemi, che si organizzano in configurazioni dinamiche specifiche per rispondere alle richieste dell’ambiente.
In questo quadro, la psicologia non solo è legittimata ad occuparsi della corporeità, ma diventa la scienza dell’esperienza incarnata: un’indagine sul “mondo della vita” (Lebenswelt) nella sua complessità, fatto di percezioni, azioni, valutazioni, movimenti reali o immaginati, vissuti personali e significati condivisi. La psicologia contemporanea, così, si pone come disciplina che osserva e promuove l’integrazione dei sistemi psicocorporei, favorendo consapevolezza, benessere e autorealizzazione, riconoscendo che mente e corpo, soggettività e oggettività, non sono separabili, ma costitutivi di ogni esperienza umana.
Corpo in movimento, Danza e Sé Integrato
Il movimento corporeo e la danza, vista come l'arte del corpo in movimento, rappresentano espressioni privilegiate dell’esperienza incarnata, in cui corpo, mente ed emozioni si intrecciano in maniera diretta e immediata. Nella funzione del movimento il corpo diventa strumento di conoscenza e comunicazione, permettendo di esplorare stati emotivi, schemi relazionali, memorie corporee e vissuti che spesso sfuggono alla verbalizzazione.
Secondo la psicologia funzionale, la danza non è semplicemente un gesto estetico, ma è considerata un’attività psicocorporea intersoggettiva, nel quale il Se della persona può manifestarsi nella funzione movimento e il corpo che danza è nello stesso tempo un corpo emotivo ed un corpo pensante oltre ad un corpo in azione. In questa ottica di embodiment, ovvero di esperienza incarnata, il corpo non è solo "σῶμα" (sôma) o körper, cioè corpo fisico e materiale, ma è Leib, ovvero corpo vissuto, che si sente dall'interno e che è il veicola l’esperienza nel mondo (Merleau-Ponty) e viene studiato nella complessa organizzazione psicocorporea dei sistemi integrati, ovvero del Sistema Nervoso Centrale e Periferico, Sistema Neurovegetativo Sistema Endocrino Immunitario e Genetico, Sistema Senso- Motorio, Sistema Percettivo- Espressivo, Sistema Emotivo- Cognitivo. Secondo la psicologia fenomenologica, gli studi neuroscientifici, e i diversi modelli delle psicoterapie corporee tutta l’esperienza umana è esperienza incarnata, cioè vissuta attraverso l'interazione di funzioni psicocorporee dei sistemi integrata. Delle volte intervenire a partire da un piano corporeo, mobilitando e ampliando la gamma del movimento, consente di accedere in maniera immediata ai vissuti, emozioni e pensieri, come è ugualmente possibile che un intervento specifico sui processi cognitivo- emotivi possa riequilibrare alterazioni presenti ad altri livelli (Rispoli 2006) .
Il corpo dunque non è solo osservato ma vissuto: danza e movimento ne rivelano la capacità di trasformare emozioni, pensieri e comportamenti.
Dott.ssa Ilaria Specchia





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